Gengive che si ritirano?

Notare che le gengive “si abbassano” o che i denti sembrano più lunghi è un campanello d’allarme che spesso indica recessione gengivale. Si tratta di una condizione molto comune, talvolta lenta e progressiva, che può compromettere sia l’estetica sia la salute della bocca. Intervenire tempestivamente è importante per evitare danni più seri.
Cos’è la recessione gengivale
La recessione gengivale consiste nello spostamento del margine gengivale, che va a esporre una parte della radice del dente. Questa porzione non è protetta dallo smalto e appare più gialla, rendendo il dente visivamente più lungo.
La recessione può:
- interessare uno o più denti;
- progredire lentamente nel tempo;
- causare diversi disturbi.
I sintomi più comuni sono:
1. Ipersensibilità dentale
Dolore o fastidio a caldo, freddo e cibi acidi.
2. Maggior rischio di carie nella radice
La radice è più vulnerabile all’attacco batterico.
3. Inestetismi nelle zone anteriori
Il sorriso può risultare meno armonico.
Non solo estetica: è anche un problema di salute
Quando la recessione gengivale è più avanzata, può verificarsi una riduzione importante del tessuto gengivale. Una gengiva molto sottile o assente rende difficile mantenere una buona igiene orale, favorendo:
- accumulo di placca,
- infiammazione gengivale (gengivite),
- progressione verso problemi parodontali più complessi.
Per questo la recessione gengivale va considerata un vero problema funzionale, oltre che estetico.
Un problema più comune di quanto si pensi
I numeri parlano chiaro:
- Il 50% delle persone tra 18 e 60 anni presenta almeno una recessione gengivale;
- Oltre i 60 anni, il dato sale fino all’88%.
Sono percentuali elevate che dimostrano l’importanza della prevenzione e dei controlli regolari.
Cause principali
La recessione gengivale può avere origini diverse. Tra le cause più frequenti troviamo:
1. Gengiva sottile o frenuli inseriti troppo vicino al margine
Una predisposizione anatomica può rendere la zona più fragile.
2. Denti troppo esterni nelle arcate
Quando un dente è posizionato verso l’esterno, la gengiva che lo circonda può essere meno resistente.
3. Spazzolamento troppo aggressivo
Uso di setole dure o movimenti energici può consumare il margine gengivale.
Cause secondarie
Esistono anche fattori aggiuntivi che possono favorire o accelerare la recessione:
4. Placca e tartaro non rimossi correttamente
L’infiammazione cronica può danneggiare la gengiva.
5. Abitudini viziate
Come mordere penne, unghie, oggetti o la presenza di piercing.
6. Otturazioni o corone incongrue
Restauri non precisi possono irritare la gengiva e favorire retrazioni.
7. Terapie ortodontiche con movimenti dentali scorretti
Un movimento mal controllato può spingere la radice oltre la sua base ossea.
Se trascurata, la recessione può portare anche alla distruzione del colletto del dente e alla maggiore esposizione della radice.
Come prevenirla
La prevenzione è decisiva per proteggere le gengive. Ecco le buone abitudini da adottare:
1. Spazzola i denti con delicatezza
Usa setole morbide o medie ed evita movimenti orizzontali troppo vigorosi.
2. Mantieni una corretta igiene orale quotidiana
Placca e tartaro sono tra i principali nemici delle gengive.
3. Effettua controlli periodici e sedute di igiene professionale
Il dentista può intercettare i primi segnali e intervenire subito.
4. Non ignorare i sintomi
Sensibilità, piccoli “solchi” o gengive che cambiano forma sono segnali da non sottovalutare.
Conclusione
La recessione gengivale è un disturbo comune ma non inevitabile. Riconoscere i sintomi e intervenire precocemente permette di preservare gengive sane, sorrisi armoniosi e una funzione masticatoria corretta.
Allo Studio Dentistico Perani Sotgiu è possibile effettuare una valutazione completa delle gengive e stabilire il trattamento più adatto, anche in caso di recessioni più avanzate.





